Sapere e pensare non equivalgono a sentire
Sapere e pensare non equivalgono a sentire: è il corpo che costruisce la mente del momento — se sappiamo coglierne i segnali — e la consapevolezza, che non è un'attività intellettuale ma un'esperienza viva e radicata nel corpo, testimonia l'esperienza condizionata di quell'istante per mezzo della presenza mentale.
Se la mente non è intimamente connessa al corpo, incarnata a questo, non potrà mai essere nel momento presente e quindi vivere pienamente la realtà di ogni istante.
Il risultato sarà quello di produrre continue costruzioni mentali completamente dissociate dal contesto di realtà che si sta vivendo: pensieri e giudizi, ricordi e proiezioni, aspettative e rimuginio ossessivo, sono tutte realtà fittizie scollegate dal vissuto autentico.
E questo, inevitabilmente, genera sofferenza.